Il testimone di Dino Viola venne preso da
Ciarrapico che, però, rimase solo fino al 1992-93, con risultati
peraltro mediocri. Un periodo di interregno, dunque, che aprì le porte
ad una nuova svolta storica: la presidenza di Franco Sensi.
La Roma venne restituita ai romani veraci. Il presidente, tifoso
storico, chiamò alla guida della squadra un romano di Trastevere: Carlo
Mazzone. I risultati, però, furono scarsi e la gestione del tecnico
capitolino si distinse soprattutto per la valorizzazione di quello che
è forse il più grande prodotto del vivaio della Roma: Francesco Totti.
Dopo una stagione interlocutoria, segnata dall'esperimento Carlos Bianchi, il presidente Sensi si affidò ad un tecnico innovativo quanto discusso: Zdenek Zeman. La gestione del tecnico boemo vide l'arrivo di giocatori fondamentali quali Cafu e Candela, l'affermazione di Tommasi e Delvecchio, nonché la definitiva consacrazione di Francesco Totti. Ancora una volta, però, niente vittorie. Nella stagione 1999-00 la svolta. I tifosi della Roma, a secco da
troppo tempo, chiedevano vittorie e il presidente Sensi decise di
affidarsi al tecnico vincente per eccellenza: Fabio Capello. Ma Capello non è tecnico abituato ad aspettare troppo per vincere. Così la stagione 2000-01 si risolveva in una galoppata inarrestabile. La Roma ha dominato gli avversari dall'inizio alla fine, rimanendo sempre padrona del campionato. Ad insidiarla c'era solo la Juventus di Ancelotti che, però, ha dovuto arrendersi di fronte ad una superiorità indiscutibile: la Roma ha vinto facendo registrare il record di punti per campionati a 18 squadre, ben 75. Tra i protagonisti Batistuta, autore di una stagione esplosiva con 20 reti all'attivo, Montella che entrava a partita in corsa e segnava gol decisivi e Totti, vero fuoriclasse e leader della formazione. Era il terzo trionfo e un mare giallorosso si raccoglieva al Circo Massimo per una festa destinata a durare settimane.
|