All'inizio degli anni '60 doveva essere l'Europa a restituire nuovi entusiasmi al popolo romanista. Nel 1960-61, infatti, arrivò il primo ed unico successo internazionale. La Roma approdò alla finale della Coppa delle Fiere dopo aver superato, di seguito, Union St.Gilloise (0-0, 4-1), Colonia (2-0, 0-2, 4-1) e Hibernian (2-2, 3-3, 6-0). L'ultimo atto vedeva la formazione della capitale opposta agli inglesi del Birmingham. Già in trasferta la Roma sfiorò la vittoria, ma la doppietta di Manfredini fu neutralizzata dalle reti inglesi di Hellawell e Orritt. All'Olimpico, però, non ci fu storia. Con Carniglia in panchina, la Roma risolse la pratica già nel primo tempo grazie all'autorete di Farmer e al gol di Petrin. Grande protagonista di quella cavalcata il bomber Manfredini, detto "piedone", che mise a segno complessivamente dodici reti.

Gli anni '60 regalarono diverse soddisfazioni ai tifosi giallorossi. Arrivarono due Coppe Italia ('64 e '69) ma soprattutto vestirono la maglia della Roma giocatori del calibro di Lojacono, Schiaffino, Angelillo, Losi e "Picchio" De Sisti. Rimase nella memoria la vittoria della Coppa Italia del '69, giunta sotto la presidenza di Alvaro Marchini e la guida tecnica del "mago" Helenio Herrera. Tra gli autori di quella impresa, "Ciccio" Cordova e Fabio Capello, destinato a tornare alla Roma, molti anni dopo, come allenatore. Una stagione ricca di ricordi, dunque, uno dei quali, molto triste, è legato a Giuliano Taccola, morto negli spogliatoi di Cagliari in una tragica domenica di marzo.

Gli anni '70 furono caratterizzati dalla presidenza di Gaetano Anzalone che ebbe una felice intuizione: quella di portare a Roma Nils Liedholm. Il merito del "barone", nella sua prima esperienza romana, fu soprattutto quello di valorizzare giovani campioni come Rocca e Di Bartolomei. Non mancò anche un ottimo piazzamento, il terzo posto del 1974-75.

Nell'estate del '79 la Roma visse una svolta storica. Diventava presidente della Roma Dino Viola, l'uomo che avrebbe portato stabilmente la squadra romana del gotha del calcio italiano. Ironico, tenace, poco propenso a tollerare lo strapotere delle tradizionali potenze del calcio, portò la Roma al suo secondo scudetto e la rese protagonista di indimenticabili duelli contro la Juventus del "nemico" Boniperti.
La prima stagione dimostrò subito che l'aria era cambiata. Riportato a Roma Liedholm, Viola centrò subito un successo: la Coppa Italia ai danni del Torino. Inoltre si imposero giovani emergenti come Bruno Conti e Ancelotti, mentre Pruzzo confermava le sue qualità di bomber.
Nel 1980-81 ebbe inizio il duello infinito contro la Juventus. A fine stagione la spuntarono i bianconeri ma sulla vittoria, ancora oggi dopo tanti anni, pesa il celeberrimo gol di Turone, ingiustamente annullato nello scontro diretto di Torino. In compenso la Roma bissò il successo in Coppa Italia e azzeccò forse il miglior acquisto della sua storia: Paulo Roberto Falcao.

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